Ai piedi dell’Howrah Bridge, il mercato di Mullick Ghat entra in attività nelle prime ore del mattino. Migliaia di ghirlande e fiori recisi passano ogni giorno dalle mani dei venditori ai templi, alle case e alle cerimonie di una metropoli in cui i fiori appartengono alla vita quotidiana.

Alle prime luci del giorno, sotto l’enorme struttura metallica dell’Howrah Bridge, c’è già chi lavora da ore. Sacchi pieni di calendule vengono aperti sul pavimento, lunghe ghirlande passano da una bancarella all’altra, i venditori contrattano rapidamente mentre facchini carichi di fiori si fanno strada tra la folla. Il traffico di Kolkata deve ancora raggiungere il suo culmine, ma a Mullick Ghat la giornata è cominciata.

Il mercato si trova sulla riva orientale del fiume Hooghly, accanto a uno dei punti più trafficati della città. È conosciuto soprattutto per la vendita all’ingrosso di fiori e rappresenta uno dei luoghi in cui il rapporto dell’India con questo prodotto diventa immediatamente visibile.

Calendule gialle e arancioni, rose, gelsomini, loti e altre varietà arrivano in grandi quantità dalle aree di produzione e vengono selezionati, venduti o intrecciati in lunghe ghirlande. Molti lasceranno il mercato nel giro di poche ore.

La destinazione non è necessariamente un vaso.

In India i fiori accompagnano infatti numerosi momenti della vita religiosa e sociale. Vengono offerti alle divinità nei templi, utilizzati durante matrimoni e festività, intrecciati nelle decorazioni e impiegati nelle cerimonie private. La ghirlanda di fiori, in particolare, possiede un significato che cambia secondo il contesto: può essere un’offerta religiosa, un segno di benvenuto, un omaggio o parte di una celebrazione.

È questa domanda quotidiana ad alimentare il lavoro di Mullick Ghat. Dietro l’immagine fotogenica del mercato esiste una vera filiera commerciale, fatta di coltivatori, grossisti, intermediari, trasportatori, venditori e artigiani specializzati nella preparazione delle ghirlande. La merce è deperibile e il tempo conta: gran parte delle contrattazioni si concentra nelle ore del mattino, quando i fiori appena arrivati devono ripartire verso i diversi quartieri della città.

Il luogo merita attenzione anche per ciò che accade intorno. A pochi metri scorre l’Hooghly, uno dei rami del Gange, mentre sopra il mercato si impone l’Howrah Bridge, inaugurato nel 1943 e diventato uno dei simboli di Kolkata. Sulle rive del fiume, i ghat continuano a essere utilizzati per abluzioni, preghiere e attività quotidiane. Nel giro di poche centinaia di metri convivono commercio, religione, trasporti e vita urbana.

Arrivare presto cambia completamente la visita. La luce è ancora bassa, le temperature sono più miti e il mercato conserva il ritmo delle contrattazioni all’ingrosso. Non è uno spazio costruito per i visitatori e richiede attenzione: i corridoi sono stretti, il lavoro procede velocemente e fermarsi nel punto sbagliato significa semplicemente trovarsi sulla traiettoria di qualcuno che sta trasportando decine di chili di merce.

È anche questa normalità a renderlo interessante.

Quando il sole è ormai alto, una parte considerevole della merce ha già lasciato il mercato. Le ghirlande viste all’alba sotto l’Howrah Bridge iniziano allora un secondo viaggio, disperdendosi nella città. Ed è seguendone idealmente il percorso che si comprende quanto un semplice fiore possa raccontare della vita quotidiana di Kolkata.

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