Nei mercati del Bhutan i peperoncini occupano interi banchi. Verdi e carnosi durante la stagione del raccolto, rossi e secchi negli altri periodi dell’anno, entrano quotidianamente nelle cucine del Paese. Basta osservare le quantità con cui vengono venduti per capire quale posto abbiano nell’alimentazione locale.

L’ema datshi nasce proprio da questa consuetudine. Il nome contiene già gli ingredienti essenziali: ema significa peperoncino e datshi formaggio. I peperoncini vengono cotti fino ad ammorbidirsi e uniti al formaggio, ottenendo una preparazione cremosa e decisamente piccante, servita abitualmente con il riso.

La ricetta cambia da una casa all’altra. Possono entrare pomodori, cipolle e altri ingredienti, mentre consistenza e intensità dipendono dal tipo di peperoncino e dal formaggio utilizzato. Lo stesso principio ritorna in altri piatti: nel kewa datshi il protagonista è la patata, nello shamu datshi i funghi. Il formaggio rimane il denominatore comune di una famiglia di preparazioni molto diffuse nella cucina bhutanese.

Il peperoncino ha però una presenza che va ben oltre l’ema datshi. In autunno diventa anche parte del paesaggio. I frutti rossi vengono stesi ad asciugare sui tetti, sui balconi e accanto alle abitazioni, creando grandi superfici colorate che serviranno a conservarli durante i mesi successivi.

L’essiccazione permette infatti di continuare a utilizzarli quando le temperature scendono e la produzione fresca diminuisce. Nelle vallate himalayane, dove altitudine e clima hanno storicamente condizionato la disponibilità degli alimenti, conservare ciò che viene raccolto durante la stagione favorevole appartiene da tempo alle abitudini domestiche.

Anche il formaggio racconta qualcosa della geografia del Paese. Latte vaccino e, nelle regioni più elevate, prodotti derivati dall’allevamento degli yak fanno parte della tradizione alimentare di diverse comunità. Il datshi utilizzato nelle cucine locali può quindi variare per sapore e consistenza, modificando anche il risultato finale del piatto.

L’ema datshi si incontra nei ristoranti, nelle case e nei pasti quotidiani, spesso accompagnato dal caratteristico riso rosso coltivato nelle vallate bhutanesi. È una preparazione semplice, costruita attorno a ingredienti che appartengono al territorio e alle sue consuetudini alimentari.

E forse l’immagine che la racconta meglio si trova prima ancora di sedersi a tavola: in una giornata d’autunno, passando attraverso un villaggio, quando sui tetti delle case compaiono centinaia di peperoncini rossi lasciati al sole.

Per maggiori informazioni: www.dmcdalmondo.com/bhutan/