A Kiruna, in piena estate, guardare l’orologio può diventare sorprendentemente inutile. È mezzanotte, ma fuori non è buio. Le montagne sono ancora visibili, i laghi riflettono il cielo e la luce assume tonalità più basse e radenti senza scomparire dietro l’orizzonte.

È il tempo del sole di mezzanotte, il fenomeno che interessa le regioni oltre il Circolo Polare Artico e che nella Svezia settentrionale accompagna alcune settimane dell’anno. Più ci si spinge verso nord, più a lungo dura: a Kiruna il sole rimane sopra l’orizzonte approssimativamente dalla fine di maggio alla metà di luglio.

L’effetto più interessante, tuttavia, non è semplicemente vedere il sole a mezzanotte. È scoprire quanto una giornata possa cambiare quando viene meno il confine abituale tra giorno e notte.

La Lapponia svedese dell’estate è molto lontana dall’immaginario invernale fatto di neve, slitte e aurora boreale. I sentieri tornano percorribili, la tundra si colora, i corsi d’acqua sono liberi dal ghiaccio e la stagione breve concentra in pochi mesi una sorprendente vitalità. La luce accompagna escursioni che possono terminare molto tardi, uscite in kayak, giornate di pesca e cammini attraverso territori nei quali le distanze assumono una dimensione diversa.

Uno dei luoghi in cui il fenomeno diventa parte integrante del paesaggio è il Parco Nazionale di Abisko. Circondato da montagne e attraversato dal canyon del fiume Abiskojåkka, il parco è anche uno degli accessi al Kungsleden, il celebre sentiero che percorre parte della Svezia settentrionale. Durante l’estate artica non è necessario rincorrere le ultime ore di luce: sono proprio quelle ore a sembrare non finire.

Anche il colore del paesaggio cambia. Il sole resta basso per lunghi periodi e la luce attraversa l’atmosfera con un’inclinazione che prolunga le tonalità tipiche dell’alba e del tramonto. Le montagne possono rimanere illuminate quando, a latitudini più meridionali, sarebbe già notte fonda.

Questa estate brevissima e intensa appartiene anche alla cultura Sámi, profondamente legata ai cicli stagionali dell’Artico e all’allevamento delle renne. Nel Sápmi, il territorio tradizionalmente abitato dal popolo Sámi e che attraversa più Paesi del Nord Europa, le stagioni non sono semplicemente quattro: la tradizione Sámi ne distingue otto, seguendo trasformazioni della neve, della vegetazione, degli animali e delle attività legate al territorio.

È un dettaglio che aiuta a comprendere quanto, a queste latitudini, la luce non sia soltanto una condizione meteorologica. Determina tempi, attività e percezione dello spazio.

Quando il sole comincia nuovamente a scendere sotto l’orizzonte, verso la seconda metà dell’estate, le notti ritornano gradualmente. Poi le ore di buio aumentano con rapidità e lo stesso territorio si prepara alla stagione che lo trasformerà ancora una volta.

Per poche settimane, però, la Lapponia svedese vive senza una vera notte. Ed è forse questa una delle esperienze più singolari del Nord: trovarsi davanti a un paesaggio artico a mezzanotte e avere ancora davanti agli occhi tutta la luce necessaria per continuare il viaggio.

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